Delorean Italy
italian website since 2005
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Delorean Italy,
DMC-12.

Il primo sito italiano sull'auto resa famosa dal film
Ritorno al Futuro.

Loghi iniziali
La prima foto, fatta a Torino nel 1975, ritrae un giovane Giorgetto
Giugiaro
in compagnia di John De Lorean, mentre osservano il
primo mockup
(modello statico in epowood) della futura DMC-12,
ancora leggermente diverso dall'auto di serie.

L'idea iniziale era di avere una carrozzeria monoscocca, formata
da un materiale nuovo per l'epoca, chiamato ERM (Elastic
Reservoir Moulding)
, molto elastica, leggera e con una elevata
capacità di assorbimento degli urti. Veniva prodotta dalla CTC*
(Composite Technology Corporation)
, un'azienda del Michigan
nata nel '75 e chiusa nel '85.
Comunque, a causa dei tempi ristretti, non ci fu tempo per testarla,
e non venne utilizzata.

Le lettere del primo logo provvisorio sulla mascherina
erano "JZD" (iniziali di John Zachary DeLorean).
Poi cambiato in "DSV" (Delorean Safety Vehicle)
e alla fine in "DMC" (Delorean Motor Company).


*Qui potete scaricare il depliant della CTC
I due modelli statici
Nel primo modello statico, c'è un tergicristallo solo, gli indicatori di direzione sono alle estremità del paraurti e la mascherina frontale è più stretta rispetto alla DMC-12 che verrà prodotta.
Dietro si nota la mancanza della veneziana sul cofano motore, il paraurti leggermente diverso, il finestrino dello sportello è più alto e si sposta manualmente in senso orizzontale.

Il secondo modello statico venne realizzato nel 1979, ed è quasi identico alla DMC-12 di serie (ultime due foto in bianco e nero).
Si può notare il finestrino più stretto ma ancora a scorrimento orizzontale e la presenza della veneziana sul cofano motore. I cerchi e gli specchietti non sono ancora quelli definitivi, il tappo della benzina non verrà messo sul parafango, ma sul cofano anteriore. Questo modello esiste ancora ed è conservato a Belfast, nell'Ulster Transport Museum, insieme al primo modello di serie usato per i test su strada.
Prototipo DMC-12
Nel 1977 esce il primo prototipo marciante col nome DMC-12
(video)
. In tutto ne vennero fatti due e l'unico rimasto è esposto
nel Museo AACA ad Hershey in Pennsylvania.
All'inizio i primi esperimenti meccanici furono fatti su una
Fiat X1/9, elaborata dall'officina di New York Legend Industries.
Il suo 4 cilindri, venne sostituito con un Ford V6 2800 cc (171 cv),
che montava la Mustang II del 1974 e venne installata una
trasmissione a 5 marce Borg-Warner. Le prestazioni erano
eccezionali, ma l'eccessiva pressione, portò alla rottura del
cambio e l'idea venne abbandonata.

Su uno dei due prototipi (quello ancora esistente), venne così
montato un quattro cilindri Citroën di 2347cc. (115 cavalli),
collocato in posizione centrale-posteriore (sopra le ruote).
Al posto della monoscocca in ERM, usarono una più classica
scocca in vetroresina prodotta dalla Lotus chiamata GRP
(Glass Re-enforced Plastic)
montata su un telaio d'acciaio
(a doppia Y)
anch'esso prodotto dalla casa inglese.
Le sospensioni erano le stesse della Esprit.
Gli interni (in pelle marrone), vennero disegnati dalla
Creative Industries of Detroit
, poi ridisegnati da Giugiaro
nel 1979, perche' dall'aspetto troppo datato.
Nella parte posteriore si nota ancora la mancanza della
veneziana sul cofano motore
, i fanali sono ancora incassati
all'interno del paraurti e gli scarichi uniti al centro.
Ha il servosterzo, due airbag e l'ABS, tutte cose eliminate
nella versione di serie
.

L'altro prototipo (che non esiste più) era identico, tranne
per il fatto che montava il motore PRV di 2800cc. (133cv)
in posizione posteriore (dietro le ruote), lo stesso usato
nel modello di serie.
La Dmc-12 di serie
Eccoci finalmente arrivati all'auto di serie (video).
Il primo esemplare uscì dalla fabbrica il 21 Gennaio del 1981 (numero di serie VIN # 500) ed ora si trova nel Crawford Auto-Aviation Museum a Cleveland (Ohio).

Gli interni sono molto curati, rivestiti in pelle nera o grigia (erano previsti anche marroni, blu, bordeaux e verdi), di aspetto molto più moderno rispetto a quelli del prototipo.
Anche il cruscotto è migliorato molto grazie al restyling di Giugiaro del'79; al centro troviamo le bocchette dell'aria, la radio (Craig) e i comandi del climatizzatore.
Sul tunnel centrale, che divide i due posti a sedere, sono collocati i comandi dei due finestrini elettrici, il controllo elettrico degli specchietti retrovisori, un porta cenere e l' accendisigari.

Il cambio poteva essere scelto tra un manuale a 5 marce (prodotto della Renault), oppure un automatico a tre velocità.
Il freno a mano è posto alla sinistra del sedile del guidatore. I finestrini del prototipo (a scorrimento orizzontale manuale), sono stati sostituiti da altri più piccoli, elettrici a scorrimento verticale.
Inoltre, poichè lo sportello ha una forma particolare, la parte di finestrino che si abbassa, è solo una piccola porzione, rispetto al resto del vetro che è fisso.
L' afflusso dell' aria nell'abitacolo è minimo, di conseguenza il climatizzatore era fornito di serie!

Esternamente, la griglia anteriore, al centro della quale è posto il logo DMC, ha dei listelli orizzontali e non è più liscia.
Le frecce anteriori non sono più ai bordi estremi del paraurti, ma sono posizionate sotto i fanali. I cerchi in lega sono di disegno nuovo rispetto a quelli visti sui vari prototipi. Ricordano molto un cerchio della Cromodora, usato sulle Alfa Romeo dello stesso periodo.
Cambia anche la posizione dei due tubi di scarico, che non sono più uniti al centro.
Modifiche esterne
Nel corso dei due anni di fabbricazione (dal 1981 all'82) ci sono state delle leggere modifiche che comunque non corrispondono all'anno di produzione, ma al mese.
Esternamente la differenza più evidente riguarda il cofano anteriore e fu necessaria, non tanto per un fatto estetico, quanto per tagliare i costi di produzione.

I primi modelli avevano lo sportellino del serbatoio del carburante, sul cofano anteriore, vicino alla base del parabrezza.
Nei modelli successivi (alla fine del 1981), lo eliminarono insieme alla relativa cerniera, cosa che faceva risparmiare sulla produzione, ma rendeva più scomodo fare rifornimento, perchè bisognava aprire tutto il cofano.
Dopo l'eliminazione dello sportellino, in un primo tempo vennero comunque mantenute le due modanature, poi eliminate anch'esse negli ultimi modelli. In compenso venne aggiunta una piccola targhetta con la scritta "Delorean" in basso a destra. Tutte queste modifiche furono necessarie perchè l' acciaio inossidabile 304, aveva costi di lavorazione più alti rispetto all' acciaio comune usato per la produzione di automobili e l'azienda che cominciava ad avere problemi di bilancio, cercò di risparmiare il più possibile sui costi di produzione.

Piccole differenze anche per i paraurti di colore grigio scuro, che successivamente (alla fine del 1981) vennero fatti di un tono di grigio più chiaro.

Anche il colore dei cerchi in lega cambiò, i primi esemplari che uscirono erano di colore grigio scuro, i successivi vennero scelti grigio argento.

Le prime macchine uscite dalla fabbrica montavano un'antenna inserita all'interno del parabrezza. Questo tipo di installazione risultò però inefficiente, quindi venne aggiunta un'antenna telescopica tradizionale esterna, sopra il parafango anteriore destro.
Poi venne spostata ancora, sotto le griglie dietro al finestrino posteriore lato guidatore, per evitare di forare l'accaio del parafango.
Fecero anche 12 modelli usati dai dirigenti sulle strade Britanniche (guida a destra) con un'antenna fissa, posta al centro del tetto.
Modifiche interne
    I primi modelli montavano un'autoradio Craig AM/FM a cassette (priva
    di orologio al suo interno) e sul cruscotto ce n'era uno digitale davanti
    alla leva del cambio. Dopo qualche tempo venne cambiata l'autoradio,
    con un modello dell'ASI, che comprendeva anche l'orologio.
    Quello sul cruscotto venne eliminato.
    Le cinghie attaccate alle maniglie, erano optional per i primi veicoli
    (costruiti fino al novembre del 1981).
    La loro aggiunta rendeva più facile la chiusura delle porte dall'interno,
    anche alle persone di bassa statura, che non arrivavano ad afferrare la
    maniglia con gli sportelli aperti. Quelle costruite dalla fine dell'81 in
    poi, ce l'hanno fissate in modo permanente nello sportello e non
    agganciate alle maniglie
    perchè tendevano a staccarsi.
    Il poggia piede (sinistro) fu messo nell'82.
    Le alette parasole erano rivestite da un lato di vinile e dall'altro di
    stoffa, poi alla fine dell'81 furono rovesciate ponendo all'interno
    la stoffa. I primi modelli della DMC-12 avevano i poggia braccia che
    tendevano a sganciarsi. Il problema venne poi risolto nei modelli
    successivi facendone uno integrato, invece che applicato.
    Le guide che servono a chiudere le portiere fissandole ai perni, nei
    primi modelli erano d'alluminio, poi furono messe di plastica
    rinforzata con fibra di vetro
    più resistenti.
    Negli U.S.A. uscì una legge nel'79 (abrogata nell'81), che obbligava
    i tachimetri delle auto ad avere un fondo scala di 85mp/h, quindi i
    modelli per quel mercato e per quello Medio Orientale hanno un
    "tachimetro sbagliato". Ne vennero fatti altri due corretti, uno per
    il Canada (240Km/h) e uno per il Regno Unito (140mp/h).
    Durante gli anni successivi ne sono stati fatti altri artigianali, con
    fondo scala diversi, come: 160, 170, e 200mp/h. Alla fine dell'81
    montarono anche dei terminali di scarico cromati.