TUCKER

 
Una vicenda simile a quella accaduta a John De Lorean, accadde molti anni prima a Preston Tucker.
Anch' egli come De Lorean, era un ingegnere, e anche lui aveva il sogno di creare una auto più moderna rispetto a quelle che il mercato di allora poteva offrire. Siamo negli anni 40 e naturalmente il mercato dell' automobile americano (e non solo), se lo spartivano La General Motors, la Ford e la Chrysler.
Secondo Tucker si poteva offrire al pubblico un prodotto migliore, più bello e sicuro rispetto a quelli delle grandi case automobilistiche.

Brochure Tucker

Tucker

 

Petersen Museum

Una delle rarissime Tucker 48. Questa al Petersen Museum (Los Angeles).

Le sue idee erano all' avanguardia, e in poco tempo riuscì, insieme ad altri tecnici e progettisti, a presentare un primo modello della sua auto, la Tucker 48.
Questa presentazione ufficiale gli permise di racimolare i soldi, sia dai potenziali clienti, che dai concessionari in modo da poter cominciare la produzione. Nacque così la Tucker Corporation.
Il modello "48", non ancora in produzione, aveva il servosterzo, quattro freni a disco, le sospensioni a ruote indipendenti, la trasmissione con due convertitori di coppia per ogni ruota motrice, vetri di plexiglas, il parabrezza staccabile e il faro centrale anteriore collegato allo sterzo in maniera da orientare il fascio di luce in base all'angolo di sterzata.
Idea poi ripresa nel 1957 dalla Citroën per la DS (meglio conosciuta come "lo squalo").

 
La carrozzeria era molto curata dal punto di vista aerodinamico, ma non si discostava molto dal tipico stile americano di quegli anni.
Per il motore, montato posteriormente, all' inizio si pensò ad un 6 cilindri boxer di ben 9.600cc da 150 cavalli, che unito alla buona aerodinamica (per l' epoca), avrebbe permesso alla vettura di raggiungere i 215 km/h.
La produzione cominciò proprio nel '48, (da quì il nome dell' auto), in uno stabilimento dove lavoravano 1500 dipendenti.
La meccanica, però non rispettò il progetto iniziale, per vari motivi, infatti la trasmissione non aveva due convertitori di coppia per ruota motrice, e anche il motore venne sostituito con un boxer di 5.5cc da elicottero, riadattato per l'auto.

Disegno Tucker 48

Tucker

 

Manifesto italiano del film

Tucker
Le autorità americane (dietro le quali però ci furono probabilmente le forti pressioni dei tre grandi gruppi automobilistici), lo accusarono di truffa nei confronti dei clienti che si aspettavano un prodotto diverso.
Le vetture consegnate furono solo 51, ovviamente diventate subito oggetto di culto.
Oggi ne rimangono in circolazione 47.
Preston Tucker nel 1950 fu prosciolto da ogni accusa, ma intanto la sua azienda era fallita grazie sopratutto alla Ford, alla General Motors e alla Chrysler che non intendevano certo farsi soffiare dal primo arrivato una bella fetta di mercato!
Da questa storia, è stato tratto nel 1988, un bellissimo film di Francis Ford Coppola, intitolato "Tucker, un uomo e il suo sogno" con Jeff Bridges.
Cosa che secondo me dovrebbe essere fatta anche per John De Lorean!
 

Copertina della brochure
TUCKER