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Un ringraziamento particolare a BARRIE WILLS (direttore dello sviluppo dei prodotti e delle forniture fino ad aprile '82 e Delorean Ceo durante l'amministrazione cotrollata, da maggio '82 a febbraio '83),
che mi ha aiutato a scrivere la vera storia nei minimi particolari!
Le prime richieste di collaborazione vennero fatte alla Porsche e alla BMW, ma questi chiedevano troppo tempo per sviluppare un progetto.
De Lorean riuscì comunque a trovare un partner d'esperienza come Colin Chapman, fondatore e proprietario della Lotus.
Egli in realtà accettò solo perchè la Lotus navigava in brutte acque in quel periodo, (come molti altri costruttori di auto sportive) e i soldi di De Lorean avrebbero aiutato la sua azienda a non chiudere.
Tecnicamente, l'idea iniziale era quella di produrre una scocca, formata interamente da una plastica elastica multisezione, chiamata ERM (Elastic Reservoir Moulding). leggera e con una elevata capacità di assorbimento degli urti.
Sopra la quale sarebbero stati applicati i pannelli di acciaio inossidabile.

Colin Chapman fondatore della Lotus

Le collaborazioni

 

Telaio a doppia Y della Lotus

Le collaborazioni

Successivamente però, data la fretta di mettere sul mercato l'auto, gli ingegneri, utilizzarono un telaio di acciaio a doppia Y della Lotus, sopra la quale veniva fissata la scocca della carrozzeria in una fibra di vetro più tradizionale già usata dalla casa inglese, chiamata GRP (Glass Re-enforced Plastic).
Oltre al telaio, anche le sospensioni della De lorean furono progettate dalla casa inglese, infatti sono le stesse della Esprit di quel periodo.
Il motore del prototipo era un quattro cilindri prodotto dalla Citroën. Sostituito con il PRV (Peugeot, Renault, Volvo), V6 di 2800cc. con solo 130cv!
Un'altra curiosità sono le ruote di differenti dimensioni, più grandi dietro e più piccole davanti, come le auto da corsa.
L'allogiamento pensato per ospitare il 4 cilindri, venne riadattato per il 6 cilindri e il motore venne spostato dalla posizione centrale, a quella posteriore.
 
Ovvero dietro le ruote, come potete vedere nella foto in alto.
Probabilmente a causa dei numerosi cambiamenti e del conseguente aumento di peso, le prestazioni dell'auto non furono all'altezza delle altre sportive con le quali doveva competere.
Dell' idea originale rimasero solo gli sportelli ad ala di gabbiano e i pannelli della carrozzeria, in accciaio inossidabile satinato non verniciato.


Carrozzeria in fibra di vetro

Le collaborazioni

 

Assemblaggio pannelli d'acciaio

Le collaborazioni


Assemblaggio pannelli d'acciaio

Le collaborazioni

 

Fine assemblaggio

Le collaborazioni


Le DMC-12 sul piazzale della fabbrica

Le collaborazioni

 
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